Partire è davvero dura.
Archivio Autore di Asended
A mo’ di twitter
Quel che rimane
Giudizi ponderati
Se ne è parlato (e se ne parlerà) tantissimo.
Io del nuovo Blogbabel voglio dire solo una cosa: il tema giallorosso è davvero molto bello.
Ci sono tanti modi per iniziare male una giornata.
Il mio è stato il vedere un ragazzino (età apparente 12-13 anni) sull’autobus tenere in mano un cellulare. E lo sfondo dello schermo del cellulare era una svastica.
se vi credete assolti
Per quelli che credono nella funzione “salvifica” della magistratura, per quelli che sono convinti che la storia d’Italia debbano scriverla i giudici, per quelli che è meglio che vadano tutti in galera: beh sappiate che a Bolzaneto, vicino a Genova, nel 2001 non è successo quasi niente.
P.s. e magari vale quasi la pena di ricordare che fu l’on. Di Pietro a opporsi all’istituzione di una Commissione Parlamentare sui fatti di Genova.
canta che (non) ti passa
Qualche giorno fa Wittgenstein scrive questa cosa: una specie di Gran Premio della tristezza in forma di canzonetta. Poi ci è messo anche Akille e infine SuzukiMaruti (e poi magari anche svariati altri che però mi sono perso).
Dice “e tu? che fai? ti tiri indietro?”. Certo, volentieri. Io mi sarei tirato indietro. Ma ormai il tarlo mi rosicchiava in testa. E io comunque a dirmi che no, ci sono troppe canzoni, come cavolo faccio a dire qual è la più triste? Che poi la più triste adesso magari non lo era ieri e forse non lo sarà domani. E poi, ormai mi verrebbe da dire esattamente le stesse cose che hanno detto gli altri. E infine no: non posso scrivere una cosa del genere, così banale, dopo quasi una settimana che non scrivo più niente sul blog.
No. Io non lo faccio.
Oggi invece decido di fare un’altra cosa importante: metto su una bella playlist da ascoltarmi nel mio ormai imminente coast-to-coast Trieste-Roma. Che non è mica facile scegliere cosa mettere in un ipod da due giga quando sul computer se ne hanno dieci abbondanti. Bisogna far fuori quattro canzoni su cinque. E allora mi sono messo al lavoro. Unico vincolo ferreo: niente musica eccessivamente triste. Ed ecco che mi ritorna in mente (bella come sei, forse ancor di più) la vicenda di cui sopra.
Io in fondo sono un gran masochista, e quindi ne falcio molte, ma alla fine ce ne sono alcune che proprio no, non ci possono assolutamente stare. Roba che se le ascoltassi alla guida mi metto a guidare contromano e pure a fari spenti in autostrada (per vedere se poi è così facile morire).
Una di queste, in realtà, è una di quelle canzoni che non ti frega proprio niente del testo. Anzi, quasi non ti ricordi neanche la musica, ma ti ricordi - e ce l’hai addosso come un marchio stampato a fuoco - la scena del film che si lega a quella canzone. Ti ricordi di lei che piange, dei suoi capelli biondi, del suo sguardo, delle parole che le sussurra all’orecchio per quell’addio che detesti, che odi con tutte le tue forze. E poi senti quella cassa che batte, ormai lenta, molto più lenta, rispetto al ritmo del tuo cuore.
Walking back to you
is the hardest thing that
I can do
That I can do for you
For you
così cantano i Jesus and Mary chain in Just Like Honey, mentre scorrono via i titoli di coda di Lost in Translation e tu devi sbrigarti a toglierti via le lacrime prima che il film finisca del tutto.
C’è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c’era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.
Ecco… io devo avere qualche problema con il fatto che mi perdo le cose. Ma a me nulla stringe il cuore come questi versi. Come l’impotenza di non essere riuscito ad avverare quel “programma futuro”. E non è che mi consoli molto il proseguire di Ivano Fossati in C’è tempo, quando comunque “È tempo che sfugge, niente paura / che prima o poi ci riprende“. E poi:
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
Chi lo sa, magari sono le stesse parole che nel finale di Lost in translation lui sussurra a lei nell’orecchio. No, sicuramente no, ma a me piace pensare che invece sia così.
E ora scusate, ma vado a scaricarmi un po’ di sigle di cartoni animati. Che altrimenti io a Roma mica ci arrivo.
la catena alimentare
Ieri sono stato vicino a Muggia a mangiare cevapcici, forse per l’ultima volta da queste parti. Io ho mangiato i cevapcici e le zanzare hanno mangiato me.
E alla fine non hanno neanche pagato il conto.
questioni di precedenza
Non ho mai deciso se è meglio pulire il bagno e dopo lavarsi, oppure viceversa.
Mah.
Il 27 ottobre del 2006 Riccardo Rasman, una volta aspirante meccanico, ridotto a invalido dopo sette mesi in Aeronautica, tira petardi dal balcone perché è felice: ha trovato lavoro come netturbino. Una dirimpettaia avverte la polizia e il copione si ripete. Gli agenti sfondano la porta, Riccardo reagisce. Nessuno aspetta di sapere se per caso ha qualche problema psichico. Quando si appura che è in cura in un centro di salute mentale, è già troppo tardi: dopo botte, manette e rantolii, Riccardo smette di respirare, forse terrorizzato anche dalle uniformi, secondo la sorella. In cucina un biglietto, scritto prima dell’irruzione: «Mi sono calmato, per favore non fatemi del male
dal Corriere.it
i’m so happy about that
C’è stato un periodo in cui questo blog era piccolo, solo e triste. Insomma, praticamente un blog con la sindrome di Calimero. Un blog che era letto da pochi e citato da nessuno.
Poi le cose, e il tenutario anche, hanno iniziato a cambiare. E’ arrivato prima questo e poi anche questo. Ma comunque qui non ci si è mai montati la testa. Né tantomeno ci si è mai sottratti a iniziative del genere (ma a me ancora manca un bel meme di quelli tosti…). Ed ecco che oggi, nella calura di un luglio che col bene che ti voglio, lo sai non passerà, mi è arrivato un regalo da parte Bianca: il Brillante Weblog Premio 2008. All’inizio volevo fare un po’ quello snob e far finta di niente, ma già lo avevo fatto qualche giorno fa con il premo Arte y pico, che mi è stato assegnato da LunaticaParanoica.
Insomma, adesso ho tutti questi premi che non posso proprio fare finta di niente. Allora, intanto mentre io sistemo i trofei sullo scaffale, questi sono i miei suggerimenti di lettura per l’estate, o se preferite sono i blog che io nomino per il Brillante Weblog 2008, oppure se volete sono quelli a cui regalo l’Arte y Pico. Insomma: decidete voi, che io ho caldo.
- Arno Klein
- Via Emilia nello zaino
- Il blog del gigante
- Estetica anestetica
- Niente di meglio
- Nerugiada
- Irish Coffee
Naturalmente, invito i blog nominati ad attenersi alle rigidissime regole che riporto qui di seguito. Ma solo se non avete niente di meglio da fare!
Il premio Brillante Weblog 2008 è attribuito a quei blog che si sono distinti per i contenuti o per l’estetica, con l’intento di promuoverli e incoraggiarne la diffusione virtuale.Le regole sono queste:
3. esibire, ma questo è facoltativo, il profilo-foto di chi ha nominato e di chi è stato nominato.




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