Mia mamma si è comprata la macchinetta per farsi il caffé quello con la cremina e le cialde. E vabbé, mica male direte voi. No, per niente male, dico io, a patto che uno sappia scegliersi la cialda giusta. Altrimenti chiamalo pure caffé, ma a me sembra più un impastruglio nero con la cremina.
A parte il fatto che poi chissà cosa c’è dentro quelle cialdine malefiche. Insomma, a parte questo io alla fine preferisco un po’ fare il caffé nella vecchia maniera.
Che poi alla fine il caffé è un po’ come il Natale. Lo devi aspettare. Lo devi fare sempre alla stessa vecchia maniera. E il bello, in fondo sta anche nell’attesa, nell’assaporarne gli aromi durante la preparazione, nel suo odore caratteristico e inconfondibile. E’ quello il Natale, secondo me.
Poi alla fine quando lo bevi magari lo trovi un po’ amaro e dici “beh, ma non c’è neanche la cremina” e magari avresti preferito che fosse diverso, che fosse con la cremina, meno imperfetto e meno amaro.
Ma alla fine il Natale è proprio quello, con i suoi aromi, con le sue imperfezioni, con il suo clima di attesa. E io alla fine ci sono affezionato. Per me il Natale è questo. What else?
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