Per tutti quelli che si sono sempre chiesti se nel baseball fosse più vantaggioso per arrivare in base lanciarsi in scivolata di piedi o di testa , la Fisica oggi ha fornito una accurata risposta.
Archivio per Settembre 2008
tu piangevi a un tavolo
bevendo da un bicchiere vino rosso
io ti ho chiesto perché
tu mi hai detto hai un fazzoletto
io ti ho detto sì
io lì mi son detto, una ragazza che piange
a un tavolo da sola
tutta vestita strana
carina
io lì mi son detto
forse vuole un baciotante di quelle cose nella vita
avrei voluto fare e non ho fatto
tante di quelle…poi però hai riso
un po’ ti ho fatta riderefai ridere una ragazza che piange
se ci riesciè bello
(E’ bello, G. Catalano da “Sono un poeta, cara”)
Ci sono un mucchio di cose, davvero tante, di cui in questi giorni potrei lamentarmi.
Per fortuna ce n’è una, solo una, che riesce a compensare tutte le cose brutte.
Asocial 1.0
Pubblicato Settembre 22, 2008 blog e bloggers , cose mie 6 CommentiTags: blog, Social network, Tumblr, Twitter
Oggi ho chiuso il mio account su Twitter e il mio (breve) tentativo di Tumblr.
Ho deciso che era in effetti troppo. In questo momento non ho tante energie e non mi pare il caso di disperderle. Magari così mi verrà ogni tanto da scrivere qualche post qui sul blog. O magari no.
In ogni caso, comunque, romperò un po’ meno le scatole in giro.
Una foto che vale più di mille racconti della Blogfest.
Alla cortese attenzione
Pubblicato Settembre 17, 2008 blog e bloggers , orrori e odori 11 CommentiTags: Blackcat, Carrefour
Visto che la stampa “ordinaria” non è capace di accorgersi di alcune cose, come quella che segue, ho deciso di riprendere questo post di Blackcat, per sottoporlo alla cortese attenzione di chi passa da queste parti.
Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago
Mi chiamo Barbara e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.
Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.
“La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo
• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco Alimentare per la raccolta di generi alimentari
• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.
Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.
Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.
Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.
Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.
Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.
Ho pianto. Dal dolore.
Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:
-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.
Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.
Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale.
Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi.
Firma.
Quest’anno c’è stata la blogfest.
C’era tanta tanta gente. E c’ero anche io. Bagnato, di corsa, ma c’ero.
E’ bello quando le parole diventano persone.
E’ bellissimo rivedersi o conoscersi per la prima volta.
E’ bello, pure se piove.
Grazie a Gianluca e Ilaria, davvero.
P.s. Tra le varie tonnellate di foto, qui ci sono anche le mie
Prima di partire per un breve viaggio
Pubblicato Settembre 12, 2008 blog e bloggers , cose mie , viaggi e miraggi 1 CommentoTags: Blogfest
- Domattina parto e vado a Riva del Garda, alla blogfest (dopo aver scassato tanto le scatole a Gianluca per organizzarla non potevo non andarci)
- In realtà dovevo partire stasera, ma Trenitalia ha pensato bene di sopprimere il mio treno. Spero solo che non abbia sofferto troppo
- Qui fa un caldo boia, da Riva del Garda mi giungono notizie di trombe d’aria. Tanto sono già parecchio raffreddato, al massimo muoio
- E comunque anche qui ha iniziato a tuonare adesso
- Non trovo piu’ i due ombrelli a-prova-di-bora che avevo comprato a Trieste. Ma col cavolo che ci torno a comprarli lì
- Lunedì avrò un sonno boia. Ma d’altronde quando mai non ce l’ho il lunedì?
- Sono contento di rivedere un mucchio di persone a cui voglio sinceramente bene
- E questa volta ho anche io i moo
- Devo ricordarmi di testare se la mia Canon è waterproof
- Nei buchi di tempo si potrà anche sentire da RadioNation quello stiamo combinando.
- Un po’ pero’ mi dispiace anche di partire. Ma tornerò presto. Anzi, ancora prima.
Stamattina mi sono ricordato come si fa. A essere felici, intendo.
Certo, non sto parlando “del settimo cielo”, della felicità che si prova solo quando c’è Lei che tiene la tua mano e tu riesci a perderti nei suoi occhi e nel suo respiro. Non dico cosi’ tanto. Dico una piccola felicità: quella che dura quel tanto necessario a farti sembrare la giornata un po’ piu’ luminosa e allegra del solito.
Basta una moneta. Vanno bene anche dieci centesimi, tutto sommato. Io però stamattina tenevo in mano un euro. Con quella moneta avevo deciso di non comprare un giornale che, nel migliore dei casi sarebbe rimasto chiuso nella mia borsa fino alla sera, e che magari se l’avessi pure letto avrebbe contribuito a tutto meno che ad allietare le mie ore.
Dicevo, tengo in mano quella moneta e passo oltre l’edicola. Costeggio il muro di cinta del policlinico. Oggi con il passo un po’ meno svelto del solito. Oggi con la faccia forse piu’ addormentata degli altri giorni.
Rallento, appena un po’. Mi chino leggermente. Un sorriso e un ciao fatto con la mano che ora non tiene piu’ quella moneta. Io non lo so se a lui quella moneta ha cambiato la giornata. A me sì: quando mi sono alzato ero piu’ leggero e l’aria era piu’ fresca.
Per un solo euro, direi che è stato un buon affare, no?



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