Spero di essermi sbagliato, ma stasera al Tg ho sentito La Russa dire queste parole circa l’impiego dei soldati nelle città italiane:
Vedrete che quando la situazione sarà a regime, tutto sarà migliore.
Ecco, magari pensare un po’ di più alle parole che si usano…
Cosa ti aspetti da uno che ritiene che la paura della microcriminalità possa essere lenita dai soldati davanti alle ambasciate?
Ti ringrazio per il commento sul mio blog! Non mi sono fatto sentire prima perché non mi sembrava il caso di farlo nel contesto del post sulla strage di Bologna…
Ciao!
Stasera li ho incontrati, i soldati di ronda. In città, insieme a un carabiniere, controllavano i documenti a un ragazzo. Ovviamente ben lontani dai luoghi di spaccio, di mafia e di scippi.
Io ho paura dei soldati. Sarà che vivere vicino alla base di Sigonella mi ha reso diffidente: quando gli americani scendono in città è un pericolo grosso. Sia per le ragazze, che vengono molestate, è capitato anche a me, nulla di grave per fortuna, ma essere trattenuta per i fianchi contro il pube di uno sconosciuto non è carino. E io non sono una bellezza. Sia per tutti, che i soldati si ubriacano, guidano come dei pazzi e quando per caso capita l’incidente arriva un’ambulanza che li riporta nella base e chi si è visto si è visto. Un collega di mio padre è morto così. Non si conosce il nome dell’investitore, inghiottito dalla protezione di quel grande paese democratico.
Non conosco i soldati nostrani, ma sono portata a pensare che tra loro ci siano anche personaggini sgradevoli come i loro colleghi d’oltreoceano.
In bocca a La Russa non è un lapsus…