Archivio per Agosto 2008

disegni divini

La mamma, quando era piccolo, glielo diceva sempre di guardare dove metteva i piedi. Forse non era un buon consiglio, ma comunque lui lo aveva seguito anche in quel caldissimo pomeriggio cittadino.

E per non cadere guardava bene sull’asfalto. Lì dove tanti piedi sono passati negli anni, compresi i suoi.

E negli anni gli strati di asfalti si sono divertiti a creare buche, faglie, linee e contorni. Tanti disegni sul suo cammino, in quel pomeriggio caldo e assolato.

Ogni linea, ogni buca, uno strato di asfalto sopra l’altro costruivano tanti disegni, forse più nella sua testa che altro, ma tanto bastava.

“Stai attento a dove metti i piedi”.

Un piede così finiva sul confine di un’immaginaria mappa, un altro finiva su un tortuoso fiume.

Poi lì poco più in là c’era disegnato uno strano uccello. Sulla destra, qualche metro piu’ avanti rieccoli quei diagrammi su cui aveva dato un esame (mica andato tanto bene) un po’ di anni fa all’università.

Ora una bella linea dritta, bordo marciapiede: lavoro da funamboli restarci in equilibrio sotto.

Poi la strada diventa assolata. E gli sembra addirittura di vederci il viso di una persona amata in quell’asfalto sconquassato dal caldo e dal passaggio delle macchine.

E già le macchine.

Come una di quelle che si è fermata a poco, a poco cosi’ da lui, che ormai non stava piu’ sul marciapiede, ma che stava inseguendo disegni in mezzo a una strada.

Ma veramente poco, eh.

26 agosto

Le frontiere dello spirito

Io pensavo che con la pubblicità del “gattino virgola” (ne ha parlato Hellzabloggin) e con quella di “Bella Topolona” si fossero raggiunti livelli ineguagliabili.

Poi ho sentito questa:

Dopo cena non andare in bianco, fatti un nero

(pubblicità di un liquore alla liquirizia)

Let all the children boogie

Oggi, appena uscito dal lavoro, sono passato a fare un giro nel posto dove ho studiato per circa sei anni. Passando nei corridoi mi sono reso conto che tante cose sono cambiate, ma è rimasto uguale il cortile di marmo dove giocavamo a calcetto (lo “stadio dei marmi”), sono rimaste uguali le scalette dove passavamo il tempo a guardare la gente che passava tra un corso e l’altro, è rimasto uguale il terrazzo dove bevevamo il caffé (ma anche le macchinette sono cambiate).

Non sono riuscito a fare piu’ di due passi senza incontrare qualcuno che conoscessi: professori e miei ex-compagni di studi. I primi mi hanno stupito perché in moltissimi casi non mi aspettavo che si ricordassero di me (ormai mi sono laureato da cinque anni abbondanti). I secondi me li immaginavo sparsi per il mondo, oppure avviati verso brillanti carriere accademiche. E invece, così come facevo diversi anni fa io, si siedono su quegli scalini, fumano su quella terrazza e attraversano quei corridoi.

Per qualche minuto mi è sembrato di tornare indietro con il tempo.

Io sapevo che a un certo punto tutto questo sarebbe successo, che la nostalgia si sarebbe affacciata, magari in compagnia di un po’ di rimpianto.

E invece no, non è successo: il rimpianto se n’è rimasto da qualche altra parte, semmai.

Probabilmente il tempo di giocare a quel gioco lì per me è semplicemente finito, adesso ho iniziato un altro gioco, di cui forse ancora non ho capito bene le regole, ma che magari non sarà così diverso da quello di prima.

In fondo il gioco è bello quando dura poco. Che poi se ne inizia un altro.

Meglio due

A volte basta una giornata di sole. Basta il mare a due passi dalla città e quel vento che ti viene incontro mentre con la macchina percorri una strada fatta cento volte.

A volte basta fare due passi nei luoghi che conosci bene e che conoscono il tuo passato.

Basta un krapfen, anzi, se sono due meglio.

Andrebbe benissimo anche da soli.

Ma in due sicuramente è meglio.

pausa

Mi prendo un po’ una pausa.

Ci vediamo presto.

F.

P.s. nel frattempo, se volete, date un’occhiata a questo: il tumblr di Discanto.

Geopolitica for dummies

Se sono uno dei pochi a preoccuparsi per la crisi dell’Ossezia, forse è perché voi non avete giocato abbastanza a Risiko.

Se ti tagliassero a pezzetti

Succede che a un certo punto gli hard disk decidano di fondere. E con essi vanno giù Macchianera e un bel po’ di altri blog che venivano ospitati su Blognation. Uno avrebbe potuto dire “beh, è successo” e fregarsene un po’; dire che se ne riparlava a settembre; dire che “tanto è tutto gratis, che volete da me?”. Insomma prendersi una bella vacanza, mandare tutto a farsi fottere e farsi un bel sonno.

Invece il titolare della baracca non solo si è fatto una nottata per cercare di rimettere su tutto quanto, ma è riuscito a racchiudere in poche righe una riflessione sui blog che tutti dovremmo sempre tenere in mente, anche un blog piccolino come questo.

Io la trascrivo qui. Così, tanto per non dimenticarmela.

[...] ci siamo fatti prendere troppo dal mezzo, dalle statistiche degli accessi, dai chissà cosa succederà se scrivo che. Siamo diventati schiavi della forma, della ricerca della notizia esattamente come un giornale, e quel che eravamo era ben lontano dall’essere un giornale. Eravamo gente che scriveva dei cazzi propri come metafora per parlare del resto del mondo attorno. Eravamo qualcosa di diverso che non siamo più, anche se non è mai troppo tardi: dovreste provare anche voi a ripartire da PageRank zero.

(Gianluca Neri)

cartoline per turisti

Roma, Piazza S. Giovanni in Laterano, Centro Storico.

intrigo nazionale

A quanto pare, in rapida successione, Repubblica, Corriere e La Stampa hanno preso una bella toppa, inventandosi la notizia di una comparsata di Hitchcock in “Intrigo internazionale”.

Per fortuna, Hellzabloggin‘ ci ha messo una pezza.

Aggiornamento: pare che ora tutti si siano accorti dell’errore: qui si trova un resoconto della vicenda.

Pagina Successiva »


Aung San Suu Kyi libera subito

Blog Stats

  • 71,016 hits

 

Agosto 2008
L M M G V S D
« Lug   Set »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031