Il 27 ottobre del 2006 Riccardo Rasman, una volta aspirante meccanico, ridotto a invalido dopo sette mesi in Aeronautica, tira petardi dal balcone perché è felice: ha trovato lavoro come netturbino. Una dirimpettaia avverte la polizia e il copione si ripete. Gli agenti sfondano la porta, Riccardo reagisce. Nessuno aspetta di sapere se per caso ha qualche problema psichico. Quando si appura che è in cura in un centro di salute mentale, è già troppo tardi: dopo botte, manette e rantolii, Riccardo smette di respirare, forse terrorizzato anche dalle uniformi, secondo la sorella. In cucina un biglietto, scritto prima dell’irruzione: «Mi sono calmato, per favore non fatemi del male
dal Corriere.it
…complimenti per la citazione…
tutti gli assassini devono essere puniti secondo la legge di DIO e degli uomini, la legge degli uomini è spesso “troppo poco un fatto”, e quella di DIO è per chi ci crede, ma è certa una sola cosa, chi non ha il rimorso in proporzione ai propri errori subisce la peggiore delle punizioni, quella di non possedere un’anima.
Non mi fanno paura i grandi criminali, mi fanno paura quelli piccoli che ubbidiscono