Sono tornato da pochi minuti da Kinder, dopo un numero di ore di viaggio pari al doppio di quelle che ho dormito la scorsa notte. Quindi sono di sicuro un po’ stanchino. Ma sento che non posso perdere l’occasione di scrivere almeno poche righe subito, cosi’ d’istinto, per fermare il ricordo piu’ fresco di queste quattro giornate passate fra i monti di Gressoney.
Giornate di sicuro non semplici da raccontare. Giornate che se da una parte sembrano molte piu’ di quattro, per quanto sono state dense di attività e di divertimento, d’altra parte sono corse via in un attimo. Sicuramente il tempo in questi giorni per me è volato troppo veloce. Così tanto che molto spesso avrei voluto avere una specie di “Pause” da premere per gustarmi meglio certi momenti.
Il secondo giorno che ero lì mi sono comprato un piccolo quaderno dove volevo fare una specie di diario. Alla fine il tempo è stato così poco che sul quel quaderno, che adesso ho qui davanti, non c’è altro che qualche rapido appunto (e molti di essi resteranno lì e basta) e un po’ di indirizzi email racchiusi nelle ultime ore.
Potrei scrivere tantissimo di Luca, di Matteo, di Ilaria e di tanti altri. Ma ciò che ho imparato a conoscere in questi giorni è così tanto che non sono capace neanche di scriverlo. Posso dire solo che sono felice di aver approfondito dei rapporti umani e che sono fiero di conoscere delle persone così splendide.
Quest’anno eravamo molti di più dello scorso anno. E’ stato bellissimo ritrovare delle persone che non vedevo da un anno. E’ stato strano e intenso, è stato la riscoperta di una complicità che probabilmente ho apprezzato più adesso che nella prima edizione di Kinder. E’ stato divertente incontrare persone nuove, anche se alla fine noi “veterani” abbiamo deciso di soprassedere da azioni di bullismo: fare amicizia ci è sembrato molto più “vantaggioso”. Questi pochi giorni sono stati sufficienti per farmi scoprire delle persone stupende. Purtroppo sono stati anche veloci, troppo veloci.
Io lo sapevo già che questi giorni sarebbero stati belli, molto belli per me. Non ne avevo dubbio. Sapevo anche che sarebbero stati completamente diversi da quelli dell’anno passato. E anche su questo ci ho preso in pieno.
Vorrei dire tante, tante altre cose. Vorrei scrivere di momenti passati insieme, di persone viste per la prima volta, di espressioni e racconti che non dimenticherò. Spero che non vi arrabbierete molto se, almeno per ora, queste cose me le terrò tutte per me, magari ve le racconterò tra qualche giorno. Nel frattempo però sento il bisogno di usare queste righe per dire grazie a tutti quanti quelli con cui ho diviso questi giorni, per tutto, veramente per tutto.
E un grazie anche a quelli che in questi giorni sono passati su queste pagine. L’anno prossimo, magari, a Kinder veniteci anche voi.
P.s. Qui ci sono un po’ di foto (in fondo sono solo 164..)
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