Stasera sono uscito per andare a bere uno spritz insieme a un mio amico che adesso non vive più qui. Faceva un freddo davvero insolito per essere giugno, stasera. Un freddo così secco che ho dovuto tirare fuori dall’armadio la giacca a vento, che neanche mi ricordo da quanto tempo era lì dentro.
Quando sono uscito sono passato sotto casa e ho notato subito che c’era qualcosa che non era come al solito. C’era poca gente alla fermata dell’autobus. E non c’era gente perché non c’era più la fermata dell’autobus. La fermata della sei è stata spostata 100 m più avanti, così diceva la scritta messa al posto dei tragitti delle linee. Sono pochi 100 m più avanti. E’ subito dopo aver attraversato via di Cologna, proprio di fronte al Giardino Pubblico. Ma sono un’enormità quei 100 m, per me.
Non c’è più la fermata dove ho aspettato per tante volte la 6 per andare in stazione, per tornare a casa, per accompagnare qualcuno, per correre al lavoro, per andare a prendere un gelato a Barcola. Sì, lo so, è solo 100 m più avanti, la fermata. Ma non è più la stessa, la fermata. Non è più la stessa neanche questa città. Non è più la città dolce e fredda, calda e austera. E’ cambiata Trieste. O sono cambiato io. O siamo cambiati insieme, in direzioni contrarie.
E’ finito il tempo di restare qui, prima del previsto. Non ha più senso, adesso che quella fermata non è più lì sotto casa mia. Tanto vale andarsene, adesso.
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La goccia che fa traboccare il vaso?
Prenditi uno scooter e la vita ti sorriderà (perfino con la pioggia)
A Roma ho una stupenda Vespa P125X…