16
Mag

La solitudine dei numeri primi

“Perchè lei e Mattia erano uniti da un filo elastico e invisibile, sepolto sotto un mucchio di cose di poca importanza, un filo che poteva esistere soltanto fra due come loro: due che avevano riconosciuto la proprioa solitudine l’uno nell’altra.”

(Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi, ed. Mondadori)

15
Mag

il momento della timidezza

C’è una cosa che si chiama delurking day. E’ un giorno in cui si invitano tutti quanti coloro che in genere frequentano silenziosamente un blog a lasciare un segno del proprio passaggio, lasciando un commento.

Io non ho mai aderito a questa iniziativa. Però è da un po’ di tempo che noto sulle statistiche delle visite ricorrenti da parte di alcuni dominii e la curiosità ormai è a livelli tali da trasformarsi in paranoia.

Ci sono molti blog in cui anche io in genere passo senza lasciare molte tracce del mio passaggio. E questo succede semplicemente perché molto spesso leggo delle cose interessanti, ma che non mi lasciano nulla da dire: niente di simpatico, niente di intelligente, niente di utile.

Cosi’ ho pensato anziché di fare un delurking day, di fare un delurking post. Passate qui e non avete nulla da dire ma vi piace dare ogni tanto un’occhiata a queste pagine? Beh, questo è il vostro post: lasciate anche solo uno “ciao, mi chiamo ciccio”. Ma anche solo “ciao, io ci sono”.

In fondo uno un blog lo fa anche per questo.

15
Mag

Più sabatonotte meno sandokan

E’ sempre bello quando qualcuno viene a bagnare i tuoi fiori. Quindi appoggio fortissimamente la petizione di Velenero, affinché si decida di dare questa benedetta pensione al Pirata della Malesia, dopo tanti anni di onorato servizio.

15
Mag

Innaffiami, scemo!

Una volta si parlava alle piante. Ora invecesono loro a parlarti. Tramite Twitter.

(via SasakiFujika)

14
Mag

povca tvoia povca puttana

13
Mag

la provincia tranquilla

Ma non è che questi posti c’hanno un po’ di sfiga?

13
Mag

tree hugger

13
Mag

qualcuno dovrà anche dirlo

Ancora sul caso Travaglio-Schifani.

Si può allora dire che Travaglio è sincero con quel dice e insincero con chi lo ascolta. Dice quel che crede e bluffa sulla completezza dei “fatti” che dovrebbero sostenere le sue convinzioni. Non è giornalismo d’informazione, come si autocertifica. E’, nella peggiore tradizione italiana, giornalismo d’opinione che mai si dichiara correttamente tale al lettore/ascoltatore. Nella radicalità dei conflitti politici, questo tipo di scaltra informazione veste i panni dell’asettico, neutrale watchdog - di “cane da guardia” dei poteri (”Io racconto solo fatti”) - per nascondere, senza mai svelarla al lettore, la sua partigianeria anche quando consapevolmente presenta come “fatti” ciò che “fatti”, nella loro ambiguità, non possono ragionevolmente essere considerati (a meno di non considerare “fatti” quel che potrebbero accusare più di d’un malcapitato).

(Giuseppe D’Avanzo su Repubblica. Qui il pezzo completo)

13
Mag

Mazzi

Sembra un mazzo di fiori?

Beh, vi assicuro per farlo mi sono fatto un mazzo così.

12
Mag

Hanno licenziato Fabio Volo