Il canto delle sirene

1. L’uso del dispositivo acustico supplementare di allarme e, qualora i veicoli ne siano muniti, anche del dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu è consentito ai conducenti degli autoveicoli e motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio, a quelli delle autoambulanze e veicoli assimilati adibiti al trasporto di plasma ed organi, solo per l’espletamento di servizi urgenti di istituto. I predetti veicoli assimilati devono avere ottenuto il riconoscimento di idoneità al servizio da parte della Direzione generale della M.C.T.C.. Agli incroci regolati, gli agenti del traffico provvederanno a concedere immediatamente la via libera ai veicoli suddetti.[...]

3. Chiunque si trovi sulla strada percorsa dai veicoli di cui al comma 1, o sulle strade adiacenti in prossimità degli sbocchi sulla prima, appena udito il segnale acustico supplementare di allarme, ha l’obbligo di lasciare libero il passo e, se necessario, di fermarsi. E’ vietato seguire da presso tali veicoli avvantaggiandosi nella progressione di marcia.

[art. 177 del C.d.S.]

Ecco: a Roma, almeno a Roma, queste norme del codice della strada sono sconosciute. In un paio di settimane ho dovuto utilizzare spesso l’auto per recarmi al lavoro e mi è capitato più di una volta di stare in coda al semaforo con alle spalle un’ambulanza a sirene spiegate. E niente. Nessuno si muoveva.

Ora, se per disgraziata ipotesi un giorno fossi io a trovarmi su una di quelle ambulanze, io mi strappo i tubi, mi tolgo gli aghi, prendo una clava e vi spiego di nuovo questi articoli del codice della strada a forza di botte. E poi vediamo a chi è che serve, l’ambulanza.

Dotti medici e sapienti. Soprattutto sapienti.

Io lavoro in un posto dove c’è un sacco di gente che viene dal mondo universitario. E spesso di quel mondo lì fa ancora parte.

In questi giorni, è rientrato in funzione LHC, l’acceleratore del CERN, dopo un guasto che l’ha costretto a rimanere fermo diversi mesi.

Oggi, sulla mailing list del posto dove io lavoro sono girate queste mail.

La prima mail, che ha scatenato l’inferno:

Sì,la notizia è notevole,ma vorrei ribadire che la fisica delle particelle non “spiega” il Big Bang,come si legge pubblicitariamente ma ne spiega le fasi successive:è un bel momento,ma andiamoci piano con le fantasie particellari e relativi sensi di “grandezza”magari, di chi se ne occupa:non confondiamo campi diversi tra loro …

Risposta:

La mia teoria secondo la quale l’ umanita’ ancora non si e’ estinta grazie all’ aiuto del Cielo trova un’ altra conferma (tra le tante altre).
Lo ripeto: utilizzare così tanti fondi per ricerche potenzialmente rischiose e’ una cosa immorale viste le tante emergenze planetarie.

E ancora:

Gia’ in passato ci sono state varie testimonianze dell’ interferenza di UFO con il funzionamento
di impianti nucleari, tanto da costringere l’ allestimento di schermature contro tali interferenze.
Mi auguro che a Ginevra continuino ad avere altri malfunzionamenti a catena !
Nel libro “la voce degli extraplanetari – ed. mediterranee” l’ umanita’ viene ammonita
in tal senso : se sara’ da noi minacciato il Creato potra’ essere usata la forza contro di noi,
ma come ultima spiaggia.
Sarebbe bene seguire i loro consigli tramite la strada della ragionevolezza e non perche’ minacciati.
Un cambiamento dovra’ avvenire e tutto dipendera’ dal livello di consapevolezza
che l’ umanita’ avra’ raggiunto.
La consapevolezza in quanto “frequenza fondamentale di vibrazione” dei quanti di spazio può essere consideratala vera entità elementare
che trasmette l’ informazione tra due particelle quantistiche, spiegando la non localita’ dei fenomeni quantistici.
Da questo punto di vista, quindi, l’ intero Universo avrebbe una sua Consapevolezza.

Che dire? A noi Giacobbo ci fa una pippa.

Buone ragioni

Buone ragioni per non partecipare al No B Day.

Mentre tutti gli facevano gli auguri

L’ho detto l’altroieri sera a Pierluigi, mentre tutti gli facevano gli auguri. Gli ho detto che come cristiano apprezzavo ovviamente gli argomenti che Natalia Ginzburg aveva piú di trent’anni fa esposto sull’Unità a favore del Crocifisso, ma oggi proprio come cristiano, prima che come membro del partito democratico, pensavo che Gesú, dolce ed umile di cuore, sarebbe forse il primo a togliere dal muro un simbolo, se anche ad un solo, piccolo bambino venuto da noi attraverso la fame, la disperazione o la guerra, quel simbolo, anziché un messaggio di amore e di pace, dovesse trasmettere ogni giorno l’idea che è un estraneo e qui non sarà mai a casa sua. Gli ho detto quel che avrei detto io. Per esempio avrei fatto questo intervento: “La quasi unanimità della reazione a favore del Crocifisso lascia perplessi. Troppo evidente è la contraddizione, in molti casi, tra le dichiarazioni e i comportamenti. Con quale coerenza ci si schiera a favore del Crocifisso nei luoghi pubblici, quando poi si assiste indifferenti alla strage dei «clandestini» –uomini, donne e bambini innocenti– che riproducono, non in simbolo ma nella loro propria carne, il dramma della morte di Gesú Cristo? Quale valore possono avere le parole di chi, mentre da un lato si erge a paladino della Croce, dall’altro considera i lavoratori extracomunitari come una «merce»? Che altro è, se non ipocrisia, scandalizzarsi.., e mettere poi in atto comportamenti in contrasto con valori fondamentali della coscienza cristiana, come quelli riguardanti la vita umana e la famiglia? È legittimo perciò sospettare che l’indignazione…in non pochi casi sia stata solo strumentale o dettata da secondi fini.”

(dall’intervento di Giovanni Bachelet all’Assemblea Nazionale del Partito Democratico)

La casa volante

Siete stati a vedere UP, l’ultimo film della Pixar? Beh, se ancora non ci siete andati, correte al cinema. Riderete e piangerete, più o meno nella stessa quantità e uscirete con il cuore più grande.

Poi, quando sarete usciti, allora andate in libreria e mettete in croce il povero libraio, chiedendogli “La casa volante” di Gianni Rodari. Notate qualche somiglianza?

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Lasciatelo stare, fatelo per noi

Dai, facciamo una cosa. Diamogli, e a lui solo, l‘immunità totale globale sempiterna. Però almeno evitiamoci di distruggere la già malmessa giustizia italiana. Ok?

Illuminati rappresentanti

Il problema non è Carlo Giovanardi e le sue parole da cattolico senza cuore sulla morte di Stefano Cucchi. Il problema non è nemmeno Claudio Scajola al quale fu imposto un modesto stop-and-go dopo le cattiverie gratuite e volgari riferite a Marco Biagi. Nulla di più di un fastidioso contrattempo in sostituzione del perenne oblio che avrebbe meritato. Il problema è invece ben più ampio e generalizzato e riguarda i meccanismi di selezione della classe dirigente di questo paese. Una persona qualsiasi, di media cultura e comprendonio, se osserva il Ministro La Russa parlare, con quel misto di arroganza e sciatta pedanteria che lo contraddistingue, non si chiede perchè La Russa sia così, ma piuttosto per quale oscura ragione una persona del genere sia finita nel posto in cui sta. Non è tanto questione di essere ideologicamente contrapposti al dentista Calderoli o all’ingegnere acustico Castelli, tutt’altro. Si tratta di astrarsi per un momento dalla solita contrapposizione ideologica per convenire che il setaccio della politica o ha buchi formidabili o piu’ probabilmente, seleziona al contrario. Tiene la pietra di fiuma e getta via la pepita. Nel centro sinistra lo spettacolo è meno vario e folcloristico ma non tanto differente, di fatto però c’è meno da vedere. Solo un professionismo stanco e ben saldo ripetuto in molte microscopiche varianti, capace di scongiurare qualsiasi nuovo entusiasmo da parte di chiunque. Con questa classe dirigente, preconizzava Moretti, non vinceremo mai: una occhiata di sfuggita a Giovanna Melandri ed ai suoi occhialini è sufficiente a capire che aveva ragione. Nonostante questo molte persone che oggi votano a sinistra lo fanno per reazione: sognano di allontanare dai riflettori l’ideazione confusa di Giovanardi, i cucu di Berlusconi, il sorriso rubizzo con cravatta verde di Calderoli. E poi – certo – le dinamiche Luigi XIV, l’inchino sincrono di centinaia di cortigiani, i giornalisti ansiosi di soddisfare il capo in ogni maniera possibile, le puttane in attesa di essere ricevute. E tuttavia il grande mistero è soprattutto altrove e risiede in quell’italiano su tre che incurante della avviata autodistruzione di una nazione osserva La Russa in TV, ascolta le esternazioni di Giovanardi o i “ragionamenti” da talk show di Castelli ed invece che domandarsi come diavolo sia potuta succedere una cosa del genere, pensa che costoro siano legittimamente i propri illuminati rappresentanti.

(M. Mantellini)

Vent’anni fa

Tony Ponzi

04112009(001)

Educazione cristiana?

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